APRILIA MAGNET
Una creatura nata per stupire, che introduce
emozioni di guida mai provate prima. Un concept a tre ruote
per chi chiede alla strada sensazioni piene e coinvolgenti,
ma con un’occhio attento al rispetto per la natura: dalla
posizione del pilota che richiama il mondo della Formula 1
all’ibrido sistema di propulsione combustione-elettrico,
ecco tutte le immagini del mezzo creato dal finlandese Heikki
Naulapaa. E il racconto del designer sulla genesi
e lo sviluppo del progetto.

La
parola al designer:
Heikki, raccontaci della
tua passione per il design di veicoli…
Beh, ho sempre amato le moto e, grazie
anche alla grande tradizione del design finlandese, mi è sempre piaciuto il design in generale. Sono stato poi
fortunato a poter unire questi due aspetti nei miei studi; il design delle moto,
ora, è per me una sorta di lavoro, con le tinte forti del sogno.
Ho corso sulle moto da enduro, per cui mi sono sentito sempre vicino agli sport
dei motori. Diciamo che mi piace ed attira la mia attenzione qualsiasi cosa si
muova, specialmente se ha le ruote. Inoltre, penso che ogni singolo dettaglio
meriti la stessa cura del resto dell’oggetto che vado a realizzare. La
forma è
conseguenza della sua funzione!
Qual è l’idea
che ha ispirato il progetto Magnet?
Il punto di partenza è stato un obbiettivo: creare
una nuova sensazione di guida. Volevo creare un veicolo,
molto vicino alla moto sul piano emozionale, che riuscisse
però ad offrire al pilota qualcosa di nuovo e unico.
Mi è sembrato interessante l’incontro fra
la posizione di guida delle auto sportive ed il brivido
che ti dà la moto; così, ho finito col creare
un tre ruote “ad inclinazione”.
E ho anche pensato a come il mezzo potesse accostarsi alla
gamma dei modelli Aprilia, e a come poterlo produrre in
serie.
Quanto è durata la
realizzazione? Descrivici le fasi del progetto Aprilia
Magnet
Il progetto è iniziato nell’ottobre 2003,
quando ho iniziato il mio secondo anno al Royal College
of Art di Londra.
All’inizio, sapevo solo di voler costruire qualcosa
che avesse il proprio punto forte nella sensazione di guida.
Durante l’autunno ho fatto i miei incontri e ricerche,
e giusto prima di Natale l’idea di base era nata.
Col nuovo anno ho iniziato a produrre molti bozzetti ed
ho realizzato il primo modello in 3D al computer. Il passaggio
successivo fu migliorare il disegno (nelle proporzioni,
nelle superfici e nella grafica), cosa che mi ha impegnato
ancora tre settimane, sempre lavorando in 3D.
Dopo di ciò, è iniziata la realizzazione
vera e propria, cioè la costruzione fisica del manichino,
per la quale ho impiegato circa tre mesi e mezzo, finendo
a metà giugno. In totale, l’intero progetto è durato
otto mesi circa, di cui i primi quattro di ricerca e raccolta
di informazioni; il restante di realizzazione concreta.
Entriamo un attimo nel tuo
laboratorio: che materiali hai usato maggiormente?
Ho usato il sistema 3D-printing, che ti consente di ottenere
la costruzione di oggetti fisici partendo da dati in 3D
al computer. Ma, pur essendo un metodo molto efficace, è anche
molto costoso, e per questo l’ho utilizzato solo
per le parti più
piccole ed impegnative.
Le componenti più grandi, come il telaio centrale,
le ruote e i pneumatici, le ho realizzate io stesso, usando
il tornio ed altri strumenti. Il modello finale
è stato costruito con materiali differenti, soprattutto
diversi tipi di plastiche, ma anche alluminio e acciaio
inossidabile.
Una volta prodotta, la “moto” verrebbe costruita
in materiali leggeri, per renderla anch’essa la più leggera
possibile: quindi fibra di carbonio, plastiche ed altre
materie composite.
Tecnicamente, quali sono i
punti maggiormente rivoluzionari del tuo veicolo?
Sono il meccanismo ad inclinazione della moto, ed anche
l’utilizzo del sistema ad alimentazione ibrida per
i veicoli sportivi. Il sistema ad inclinazione
è una novità, e la moto si inclina in curva
grazie a un sistema idraulico. Per di più, un sistema
di guida basato su magneti separati (da cui deriva il nome
del progetto) è un qualcosa che non ho mai visto
finora nel mondo delle moto.
Cosa ci dici dello stile di
guida?
Questo è il tratto più caratteristico di
tutto il mio progetto! In questo sistema, il pilota si
siede molto, molto basso, così da amplificare la
sensazione di velocità, e i pedali e il volante
ripropongono una situazione tipica delle auto da competizione.
L’elemento più originale è la posizione
elevata delle gambe, e la sistemazione del pilota, del
tutto simile a quella assunta in una Formula 1, ma con
il veicolo che si inclina ad ogni curva.
E’ come galleggiare ad alta velocità, a solo
un paio di centimetri da terra!
Come si è sviluppata
la tua collaborazione con Aprilia?
Frequantando il Royal College of Art, la scorsa estate
ho trascorso i tre mesi dello stage estivo in Aprilia,
a Noale; e, visto che mi è piaciuto un sacco lavorare
laggiù, ho voluto che il mio progetto di laurea
riguardasse una moto Aprilia. Ho avuto un buon confronto
con i designers Aprilia per tutta la durata del mio progetto,
e questo è stato un grande aiuto per me.
Ora a tutto questo si aggiungerà presto un nuovo
capitolo: a settembre inizierò a lavorare a Noale
come designer…
Grazie Heikki, e buona fortuna!
Per ora però
non sveliamo di più: clicca sul link qui sotto,
e scopri tutti i segreti del prototipo attraverso le foto
del suo primo progettista ed una simulazione in circuito!
Il
progetto Aprilia Magnet »
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