Nel nome tutto il fascino e il mistero
dell’Africa meno conosciuta, nello sviluppo
le soluzioni ispirate alla piena funzionalità, per
una moto tutta divertimento. E’ Kerkennah,
il concept futuribile creato dal designer Donato Cannatello
per una supermotard ultracontemporanea, dove la sperimentazione
è al servizio dell’essenzialità
e la facilità di guida supera i vecchi confini.
La parola al designer:
con Donato
Cannatello, per scoprire la
nascita di una moto fuori dal comune.
• Kerkennah,
iniziamo dalla scelta del nome
Kerkennah e’ un’isola
a largo delle bellissime coste di
Sfax in Tunisia. La conformazione
dell’isola e’ totalmente
desertica, basti pensare che il punto
piu’ alto di tutta l’isola
(grande quanto l’Elba) e’ a
soli 13 mt sul livello del mare.
Kerkennah e’ ricorperta solo
di sabbia, palme, poche piste di
asfalto e molte di terra battuta,
qualche resort e case di pescatori,
insomma il posto ideale per una supermoto
e per la vita.
• Come
si è
sviluppata la tua passione per
il design moto
Che io ricordi è sempre esistita.
• Come si è
sviluppata la tua collaborazione con Aprilia?
Durante il mio progetto di stage frequentato in aprilia
ho avuto modo di vivere da vicino il mondo che ho sempre
sognato, di conoscere gli autori delle moto che ho sempre
ammirato nonché persone con una fortissima motivazione
e passione.
• Perchè
il settore supermoto?
Le supermoto sono le moto per eccellenza, divertenti, fruibili,
ed inutili (come la passione). Sono l’esatto contrario
dello scooter.
• Obbiettivo/i
che ha/hanno ispirato il progetto
Sono partito con l’intenzione di creare una moto laboratorio,
dove confluissero soluzioni anche molto sperimentali. E’ difficile
oggi pensare a progetti che non siano mirate al raggiungimento
delle prestazioni massime, Kerkennah non si discosta da questo
ma cerca di percorrere strade alternative, anche se complesse.
E’ un concept non pensato per entrare in produzione,
almeno non in questi termini, ma è una strada da seguire
per far si che le moto di domani sperimentino soluzioni più personali.
• I
punti maggiormente rivoluzionari,
gli aspetti + tecnici
A parte il motore tutta Kerkennah è studiata con soluzioni
alternative, eppure non vuole essere rivoluzionaria, tecnologicamente
all’avanguardia ma non rivoluzionaria.
Le caratteristiche più forti sono lo spostamento del
radiatore dietro il motore, la forcella anteriore che si
ispira alla “Lefty” della Cannondale, ma che
usa un sistema di piastre senza cannotto centrale in acciaio,
da questa inoltre prende l’idea di usare dei cuscinetti
a rullini per lo scorrimento dello stelo all’interno
del fodero. Infine il gruppo sella/serbatoio ruotante che
si solleva come la cabina di un camion per accedere alla
meccanica.
•Kerkennah sviluppa
evoluzioni nello stile di guida/posizione in sella supermoto?
No, è già perfetto così.
• Come nasce un progetto
come questo: le fasi e i tempi
Allo stato attuale dello sviluppo (circa il 5 % di una
moto pronta per la produzione in serie) sono approdato
dopo 6 mesi intensissimi tra il centro stile Aprilia e
casa mia, ma comunque la parte piu’ importante dello
sviluppo e’ stata sicuramente il primo mese, periodo
durante il quale ho lavorato al concept, e’ li’ che
e’ nata Kerkennah, tutte le sue idee forti hanno
preso corpo in quel periodo di brain storming, il resto
e’ stato un puzzle di idee su carta e PC da far confluire
in un modello draft tridimensionale virtuale prima e in
un oggetto concreto poi.
• I
materiali che hai usato
Kerkennah e’ ipotizzata in materiali commerciali, niente
carbonio, niente titanio, ma tanto buono alluminio, acciaio
e magnesio, per il resto non disdegno l’uso di plastica,
ma per tutti questi materiali sono richieste lavorazioni
di alta tecnologia (stampi complessi per le plastiche, pressofusione
per il telaio e forgiatura per i cerchi).
• Sviluppi
ulteriori e futuri del progetto?
Farne una versione per la produzione in serie o iniziare
presto a lavorare ad una nuova moto.
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