Oscar Bolzonella - Suspension Technician

Oscar Bolzonella - Suspension Technician

Il nostro Team

Nella MotoGP moderna si sente continuamente parlare di elettronica, aiuti (quasi) magici che sembra possano trasformare un pilota discreto in un grande campione. Ma la realtà è ben diversa: nelle corse nulla nasce dal caso, dai cappelli non esce alcun coniglio. Ogni risultato è frutto di un lavoro lungo, specialmente sui dettagli, e nasce quando ogni tassello (la moto, il pilota, il team, un pizzico di fortuna) trova il suo posto.
Oscar Bolzonella di dettagli se ne intende. Le corse sono la sua vita dal 1992, durante i quali in Aprilia Racing ha lavorato con decine di piloti, dapprima come meccanico mentre dal 1997 è il responsabile delle sospensioni.

In un mondo digitale, fatto di formule e centraline, quanto conta la parte "hardware" e nello specifico le sospensioni?

"Sicuramente le cose sono cambiate rispetto a qualche anno fa. Ora i sistemi di controllo influenzano pesantemente il comportamento della moto, sospensioni comprese. La verità è che oggi devi avere una buona base complessiva, sia di elettronica che di setup. Diciamo un 80%. La differenza la fai poi con i dettagli, ma senza un buon punto di partenza è impossibile".

Il tuo riferimento è il pilota?

"Sulla moto ci va lui, quindi le sue sensazioni sono la cosa più importante. Ma la vera bravura sta nell'interpretare quello che esprime, perchè non basta sempre ascoltare. A volte bisogna andare oltre quello che il pilota dice, contestualizzare e sfruttare l'esperienza. Ogni pilota è diverso, nel modo di lavorare e di raccontare le cose, deve crearsi una certa sintonia".

È più facile lavorare con un pilota esperto o con un giovane?

"Nella mia esperienza ho capito che l'età non è la discriminante. Ci sono piloti sensibili, altri più impulsivi e meno attenti alle sottigliezze tecniche. Personalmente ho avuto la fortuna di lavorare con grandi campioni, da Poggiali a Simoncelli, Melandri, Harada, oltre a un eccelso collaudatore come Marcellino Lucchi. Ognuno con il suo modo di affrontare le corse".

Oltre al risultato, cosa ti rende soddisfatto alla fine di una gara?

"Che non ci siano problemi sulle sospensioni. Penso sempre al fatto che smonto e rimonto decine di volte in un weekend una parte fondamentale di una moto che va in pista a 300 orari, guidata da una persona, quindi il mio lavoro potrebbe influenzare in mille modi quello che succede in pista. È una responsabilità che sento particolarmente: preferisco mi venga detto che non piace un certo setting piuttosto che il pilota scivoli o si faccia male per colpa mia".