Giuseppe Busato - Aprilia Racing Engine Academy

Giuseppe Busato - Aprilia Racing Engine Academy

Il nostro Team

La vita, si sa, riserva sempre delle sorprese. Capita quindi che un brillante studente di Agraria si ritrovi in uno dei reparti corse più vincenti della storia. La zona è quella giusta, la casa di Giuseppe Busato dista solo una manciata di chilometri da quella azienda le cui moto vincono sui circuiti di tutto il mondo. Giuseppe alle moto ci pensava, eccome. Le elaborava, le smontava e ci scorrazzava nelle stradine della campagna veneta con gli amici. Vedendo la passione del ragazzo, lo zio ha una intuizione che si rivela azzeccata.

 

"Mi suggerì di frequentare un corso - conferma Giuseppe - piuttosto specifico, con una forte connotazione pratica. Manutentore di motoveicoli, durata 9 mesi, nei quali abbiamo imparato tutti i segreti di una moto: dalla meccanica all'impianto elettrico, le carene, gli accessori. Arrivai in Aprilia nel '98, al termine di uno stage, e mi buttarono subito nella mischia. Sia io che un amico fraterno, frequentatore del corso, ci siamo trovati praticamente subito con le "mani in pasta". Nel Reparto Garanzie, inizialmente".

Poi arriva la chiamata del reparto corse... 

"Nel 2005, eravamo in piena era 2 tempi. Mi affiancarono ad uno dei meccanici più esperti, un vero mago nella lavorazione dei cilindri. Ci occupavamo di preparare i motori 125 e 250 che andavano in pista. Dei gioielli."

Con il passaggio al 4 tempi c'era un progetto importante da seguire. 

"Ho iniziato a lavorare sul bicilindrico 450-550 nelle sue diverse declinazioni: cross, motard e rally. Anche con quel motore, avanzatissimo ma anche piuttosto complesso, dopo un inizio difficile ci siamo tolti qualche bella soddisfazione". 

Ora sei responsabile in pista del cambio seamless. 

"È solo l'ultima fase di un percorso iniziato circa 4 anni fa, quando per la prima volta abbiamo iniziato a pensare e progettare questo nuovo cambio. Sapevamo di avere davanti una sfida tecnica imponente, perciò abbiamo impostato uno sviluppo per fasi. Devo dire, a ragion veduta, che si è trattato della scelta giusta." 

Anche se nelle prime fasi c'era scetticismo. 

"Non da parte nostra, ma dall'esterno. In pochi pensavano che la piccola Aprilia potesse sviluppare un cambio seamless. Noi ci abbiamo creduto fin dall'inizio, e i risultati ci danno ragione. Sia a livello di prestazione che di affidabilità abbiamo raggunto un livello, a mio parere, molto promettente. Ora si tratta di continuare ad affinare, alleggerire, rendere sempre più compatto, ma la base c'è ed è molto buona." 

Cosa ti ha spinto ad accettare la sfida in pista?  

"Dopo averlo sviluppato nel Reparto Corse, non me la sentivo di "abbandonare" il cambio seamless. Sembra strano, ma lo sento anche una mia creatura, quindi quando Walter Scattolin, ingegnere responsabile del cambio, ha deciso di portarlo sulla MotoGP ufficiale non potevo che seguirlo!"  

Quando la moto esce dal box, cosa ti passa per la testa?  

"Penso subito alle mille cose che potrebbero andare storte. Una moto da corsa è così complessa e coinvolge così tante persone che il minimo dettaglio potrebbe condizionare tutto il lavoro svolto. Anche perchè, in pista, hai dei tempi davvero ristretti per la manutenzione. Devi rimanere concentrato al 100% in ogni secondo."  

Pensi che un cambio del genere potrebbe arrivare sulle moto di serie? 

"Vedendo le reazioni del nostro seamless nelle condizioni di utilizzo gravose della MotoGP, credo che dal punto di vista del funzionamento potrebbe tranquillamente equipaggiare una moto di serie. Ma sinceramente lo vedrei bene come opzione per l'utilizzo in pista, è dove da un reale vantaggio. Su strada i cambi quickshift attuali delle moto di serie funzionano benissimo, un seamless sarebbe sprecato e a fronte di una maggiore complessità potrebbe non offrire un vantaggio sensibile all'utente".