L'inizio degli anni Ottanta è un periodo di grande crisi del mercato motociclistico nazionale ed europeo in generale. Proprio in quegli anni difficili si gettano le basi per nuovi prestigiosi obiettivi, che nascono dalla straordinaria passione per le moto e dalla fiducia nel rilancio del mercato motociclistico italiano.
Non più solo moto da cross e ciclomotori; la produzione verrà quindi indirizzata su nuove linee estendendo la gamma alle moto da enduro, trial e strada con cilindrate che andranno dai 50 ai 600 cc.
Forte di un'organizzazione dinamica e flessibile, Aprilia allarga nello stesso tempo la sua partecipazione alle competizioni motociclistiche. Questo permette di ampliare la conoscenza del marchio a livello mondiale e, soprattutto, consente una verifica importante delle scelte innovative decise dall'azienda di Noale, stimolando un continuo aggiornamento tecnologico e creando un banco di prova fondamentale per la formazione e l'aggiornamento dei tecnici.
Nonostante la crisi, quindi, nei primi anni ‘80 Aprilia diventa un laboratorio di idee e progetti che genereranno la sua grande affermazione internazionale degli anni a venire. Il primo segnale importante della nuova strategia si ha nel 1983 in occasione della presentazione della prima moto stradale Aprilia: la ST 125.
Dotata di forte personalità, snella ed elegante nelle linee, la ST 125 si comporta benissimo sia nella guida sportiva che nell'uso stradale e conquista la stampa specializzata.
L'anno successivo esce la STX, versione migliorata e più sportiva della ST, ed il primo enduro della casa veneta, l'ET 50, che nella sua piccola cilindrata raccoglie tutta l'esperienza Aprilia nel fuoristrada.
Nel 1985, nonostante sia l'ultimo anno di impegno ufficiale nelle gare da cross, sul mercato escono la ETX in versione 125 e 350.
La scelta dell'ampliamento della gamma di produzione decisa qualche anno prima si sta dimostrando lungimirante mentre si manifestano le prime avvisaglie di contrazione del mercato crossistico, che sta diventando estremamente specializzato a favore della crescita del mondo delle stradali e delle enduro.
Il salto di qualità operato da Aprilia si vede anche nelle piccole cilindrate, con l'uscita nel 1986 della AF1, veicolo che ripropone esteticamente e tecnicamente i contenuti delle sportive di cilindrata maggiore, così come in campo enduro, dove, accanto alle ETX, si affiancano le Tuareg, ispirate alle moto dei grandi rally africani in quegli anni molto in voga, con il maxiserbatoio e una dotazione più accurata.
Accanto ai contenuti tecnologici, tutte le moto Aprilia si distinguono per il design e lo stile grafico assolutamente innovativi e originali che rompono la monotonia cromatica delle due ruote, basata sui tradizionali colori rosso e argento.
Aprilia crede fortemente nella forza e nella capacità del design di suscitare emozione ed avvicinare alle due ruote un pubblico più giovane. Se la ETX di metà anni Ottanta è la prima moto a caratterizzarsi con una colorazione tono su tono, di grande effetto sono le moto della serie AF1 dal 1986 al 1991 che, grazie alle loro trasformazioni cromatiche, appaiono modelli completamente diversi pur conservando un telaio simile.
Una strada, quella del colore e del design che, aperta da Aprilia, inaugura una tendenza vincente poi seguita da quasi tutti i costruttori, tanto che al Salone di Milano del 1989, si parla di un "Salone Aprilia", per l'uso generalizzato dei colori pastello. Nel campo sportivo, gli anni Ottanta registrano un salto di qualità strabiliante.
Cominciate le prime esperienze nel Trial con la TL 320 nel 1981, nel 1985, primo anno di gara nel mondiale, l'Aprilia di Philippe Berlatier giunge al quinto posto.
Nello stesso anno inizia l'avventura straordinaria nel Motomondialle con la GP 250 pilotata da Loris Reggiani.
E' una scommessa giudicata azzardata da molti osservatori quella di una piccola casa italiana che, senza esperienza, entra in pista a gareggiare contro i fortissimi giapponesi.
Ma al termine della prima stagione la Aprilia GP 250 giunge sesta nella classifica iridata. E' un risultato strepitoso considerando la piccolissima squadra corse, del tutto sperimentale, messa in piedi per il primo anno.
Il grande giorno arriva due stagioni dopo nel Gran Premio di San Marino, quando, il 30 agosto 1987 a Misano, alla cerimonia del podio viene intonato l'inno italiano: la AF1 di Loris Reggiani vince la prima gara mondiale di velocità della sua storia.
E' una data storica per Aprilia.